Prima che uno di voi me lo chieda vi scriverò la mia attrezzatura, pero’ un pezzo alla volta, perchè voglio esaminare ogni pezzo in modo preciso.
Quindi iniziamo con la parte che potrebbe sembrare meno importante, ma in alcuni casi ti può far la differenza tra una foto fatta e una mancata.
Il treppiede (o cavalletto) e il suo accessorio più intimo, la testa.
Sia l’uno che l’altra sono marchiati Gitzo. Il primo l’ho praticamente sequestrato da mio padre mentre il secondo me l’ha regalato sempre lui.
Sono entrambi di ottima fattura. Il treppiede ha ormai qualche anno sulle spalle, ma sembra nuovo.
Il treppiede (“tripod” in inglese) è questo:

Gitzo G1227 MK2
Mentre la testa (“head” in inglese) è questa:

Gitzo GH1780QR
Per le loro caratteristiche tecniche vi rimando alla pagina del produttore Gitzo.
Quello che mi interessa è spiegarvi la loro utilità.
Facendo riferimento solo alla fotografia naturalistica i due oggetti descritti servono prevalentemente per le foto di panorama e macro.
Non mi occuperò di macro in questo momento perchè non è un tema che a me interessa molto, anche se devo dire ha il suo fascino.
Come sappiamo bene tutti nella fotografia di paesaggi (“landscape” in inglese) ci sono poche regole da seguire, ma fondamentali:
- massima nitidezza: solo ottimi obiettivi possono permetterselo.
- bassissimo rumore: utilizzare quindi ISO bassi.
- composizione: bisogna curarla in modo maniacale.
- altri che aggiugete voi
Il treppiede entra in gioco in tutte queste regolette.
Senza treppiede non riuscite a tenere ISO bassi (pensate all’alba o al tramonto).
ISO bassi corrispondono a tempi di posa lunghi e quindi anche qui il treppiede vi viene in aiuto.
Utilizzare un buon treppiede e una buona testa vi permettono di comporre l’immagine in modo preciso e di tenere “a bolla” la vostra fotocamera per non dover raddrizzare la foto in post-produzione (crop).
Come esempio di tutto ciò vi ho messo un crop di una mia foto fatta ad una cascata delle foreste casentinesi.
Senza il treppiede non sarei mai riuscito ad ottenere un effetto del genere (effetto seta dell’acqua).
Pensate che a ISO 50, l’uso di filtri ND (anche di 4 stop) fanno salire i tempi di esposizione anche di alcuni secondi.
La foto nel suo complesso è questa:

cascata
Sto ancora cercando di imparare a utilizzare treppiede, testa e filtri ND e quindi i primi tentativi possono dare risultati non perfetti.
Ma il digitale in questo vi aiuta. Potrete scattare più immagini con impostazioni differenti per poter poi effettuare la vostra scelta a casa.
La vostra scelta vi permetterà di farvi esperienza e la prossima volta che effettuerete una foto in condizioni simili vi ricorderete di ciò che avevate fatto precedentemente.
Ciao … alla prossima puntata!