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Yosemite National Park (report fotografico)

Lo Yosemite National Park è il primo parco che abbiamo visitato.
Sembra la valle incantata dei dinosauri. Per darvi prova di quanto scrivo date un’occhiata alla foto che segue, scattata dal Tunnel view:

Yosemite valley (canon eos 5d + canon ef 17-40 f/4)

Yosemite valley (canon eos 5d + canon ef 70-200 f/4 is)

Nel parco ci siamo stati 2 giorni completi.
Durante il primo giorno abbiamo fatto un percorso di hiking di circa 5/6 ore che partiva da fondo valle (1200m) e risaliva il Merced River fino alle Nevada fall (1801m).
Il percorso è semplice per i primi 30 minuti per poi inerpicarsi sulle rocce fino alla cascata più alta (1801m).
Il peso dell’attrezzatura fotografica si è fatto sentire abbastanza durante l’ultimo strappo, soprattutto il cavalletto.

La prima cascata che si incontra è la Vernal fall.
Il vento sposta molta acqua e bisogna stare molto attenti a non inzuppare la macchina fotografica.
Per non cadere nella tentazione di fotografare in queste condizioni mi sono spostato un pò più in alto, dove c’era più asciutto. Il risultato della mia scelta è la foto seguente:

Vernal fall - 1538m (canon eos 5d + canon ef 17-40 f/4)

Vernal fall - 1538m (canon eos 5d + canon ef 17-40 f/4)

Il sentiero prosegue e si arriva sopra le cascate. Anche qui il panorama offre una visione incantata:

sopra le Vernal fall - 1538m (canon eos 5d + canon ef 17-40 f/4)

sopra le Vernal fall - 1538m (canon eos 5d + canon ef 17-40 f/4)

Salendo la difficoltà del percorso aumenta. Lo si capisce perchè ci si ritrova soli e la gente che prima affollava i sentieri non c’è più, lasciandoci a contatto diretto con la natura.
Arrivati sopra la seconda cascata, Nevada fall (1801m), ci si ritrova sotto il Liberty Cap (2157m), una montagna imponente:

Liberty Cap dalle Nevada fall - 1801m (canon eos 5d + canon ef 17-40 f/4)

Liberty Cap dalle Nevada fall - 1801m (canon eos 5d + canon ef 17-40 f/4)

Da qui si può decidere di tornare indietro per la stessa via per la quale si è saliti, oppure fare un percorso ad anello un pò più lungo. Scegliamo la seconda alternativa e anche in questo caso la scelta ci premia perchè riusciamo a vedere la vallata da un altro punto di vista.
Da qui infatti si possono vedere le Nevada fall e sullo sfondo in sequenza il Liberty Cap (2157m), il monte Broderick (2044m) e l’Half Dome (2693m):

Nevada fall (canon eos 5d + canon ef 17-40 f/4)

Nevada fall (canon eos 5d + canon ef 17-40 f/4)

Un altro posto dove poter ammirare un panorama mozzafiato è il Glacier Point (2199m).
Da qui abbiamo ammirato le Nevada fall e il Liberty Cap dall’alto:

panorama da Glacier Point (canon eos 5d + canon ef 70-200 f/4 is)

panorama da Glacier Point (canon eos 5d + canon ef 70-200 f/4 is)

La prossima foto l’ho inserita per darvi un’idea del posto e della piccolezza dell’essere umano di fronte a questo spettacolo naturale. Sulla destra potete vedere l’Half Dome (2693m):

Glacier Point - 2199m (canon eos 5d + canon ef 17-40 f/4)

Glacier Point - 2199m (canon eos 5d + canon ef 17-40 f/4)

A Mariposa Grove, a Sud del parco, c’è un posto dove si possono ammirare alcune sequoie giganti. Non essendo stati al Sequoia National Park, ci siamo consolati con questi alberi imponenti:

sequoia (canon eos 5d + canon ef 17-40 f/4)

sequoia (canon eos 5d + canon ef 17-40 f/4)

L’ultimo giorno siamo partiti per dirigerci alla Death Valley (Valle della morte), di cui farò il report fotografico in uno dei prossimi articoli.
Per uscire dal parco bisogna seguire la Tioga Road, una strada a 3000m che attraversa tutto il parco da Ovest a Est, fino ad arrivare al Tioga Pass a 3031m dove abbiamo anche messo i piedi sulla neve e abbiamo salutato lo Yosemite National Park.
Lungo la Tioga Road abbiamo fatto una sosta al Tenaya lake, un lago alpino molto bello, sembrava di essere sulle nostre Dolomiti. I colori che ci ha regalato li ho immortalati in questa foto:

Tenaya lake (canon eos 5d + canon ef 17-40 f/4)

Tenaya lake (canon eos 5d + canon ef 17-40 f/4)

Lo Yosemite National Park è stato il primo parco americano che abbiamo visitato.
Chi conosce le nostre Dolomiti, dopo aver visto le mie fotografie, potrebbe essere già abituato a questi panorami.
Quello che a me ha lasciato è stata la sensazione di natura incontaminata, e il fatto di essere dentro alla natura in modo assoluto.
La quantità di animali presenti è tale per cui in ogni punto ci si trovi, sia a piedi che in auto, incontrarli è molto facile.
Abbiamo anche visto il famoso orso nero, animale molto schivo ma molto diffuso.

Come avete notato in queste foto il teleobiettivo è stato usato pochissimo.
Il grandangolare è d’obbligo per poter immortalare la grandezza di questi panorami. Penso anche che in alcuni casi i 17mm del mio obiettivo non sono stati sufficienti.
Il treppiede l’ho dovuto usare molte volte, anche perchè, avendo usato spesso il polarizzatore, i tempi di scatto erano bassi e non mi avrebbero permesso di utilizzare la fotocamera a mano libera.
Ho rischiato anche di distruggere l’attrezzatura, perchè in un passaggio un pò bagnato sono scivolato lateralmente, rischiando di far cadere la fotocamera contro le rocce.
Fortunatamente non è successo niente, e questo è stato l’episodio più brutto che posso raccontare in tutta la vacanza.

In questo parco ho potuto testare per bene il mio nuovo canon 17-40.
Confesso che non è facile gestire i 17mm e soprattutto la prospettiva distorta che regala in certe inquadrature.
Per le foto di paesaggio bisogna molto spesso cercare qualcosa in primo piano per poter rendere bene la profondità e avvicinarsi molto al soggetto fotografato. Altrimenti si rischia una foto banale.
È necessario avere molta cura della composizione, perchè con queste focali è facile far entrare nell’inquadratura parti della scena che non si vogliono.
Posso comunque solo confermare che è un obiettivo fantastico per nitidezza (meno negli angoli su full frame), contrasto e colori.
Ho usato principalmente diaframmi molto chiusi, da f/11 a f/16 per avere la maggior nitidezza e profondità di campo.
Questo ha però anche avuto l’effetto negativo di mostrare tutte le macchie del sensore della mia canon eos 5d.
In post produzione ho dovuto toglierle una ad una.
Dopotutto questo è il prezzo che si deve pagare quando si ha in mano una macchina a pieno formato senza pulizia del sensore automatica.

ciao

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