scuola di fotografia - 7.0 La profondità di campo

Un’altra delle domande più frequenti che mi fanno quando vedono le mie foto di ritratto è: “Come hai fatto a mettere a fuoco il soggetto e dietro tutto bello sfocato?”

Non sono un mago e nemmeno un esperto di photoshop, cerco solo di mettere in pratica quello che ho imparato leggendo i manuali e fotografando.
Cercherò di spiegarlo anche a voi con esempio pratici.
La prima regola è che per fare foto del genere bisogna utilizzare diaframmi molto aperti, almeno f/2.8.
A questo si può aggiungere che maggiore è la lunghezza focale e più l’effetto è maggiore.
Fare un ritratto a f/2.8 e 200mm produce un effetto fuoco/sfocato molto piacevole.

Purtroppo non possiedo un obiettivo capace di raggiungere i 200mm a f/2.8, ma a f/4 posso arrivarci:

betty (a sinistra si vede la differenza della distanza dello sfondo)

betty (a sinistra si vede la differenza della distanza dello sfondo)

Naturalmente più lo sfondo è lontano dal soggetto e più è sfocato.

Giocando con queste regole si possono ottenere dei ritratti creativi:

betty (diaframma f/1.4 - focale 50mm)

betty (diaframma f/1.4 - focale 50mm)

Se invece utilizzassimo un diaframma molto chiuso avremmo il seguente effetto:

betty (diaframma f/11 - focale 50mm)

betty (diaframma f/11 - focale 50mm)

Per le foto di paesaggio il discorso è differente.
Devono essere molto pulite e quindi fatte a ISO molto bassi (50/100).
Devono essere molto nitide e quindi bisogna utilizzare ottimi obiettivi.
Devono avere la massima profondità di campo e quindi bisogna utilizzare diaframmi molto chiusi (f/22).

Chiudere cosi tanto il diaframma comporta una diminuzione drastica del tempo di posa.
In alcuni casi non riuscirete a fotografare più a mano libera e avrete bisogno di un treppiede.

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