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Fotografia di matrimonio – Impostazioni reflex e flash

Questa è una questione che non dovrei spiegarvi io.
Non solo perchè ognuno ha le proprie predilezioni, ma anche perchè ogni reflex si comporta diversamente anche se alle stesse impostazioni di un’altra.

Vi posso dire come lavoro io con la mia 5D:

Innanzitutto scatto in RAW. Questo mi permette di ottenere il massimo in termini di qualità d’immagine e il massimo in termini di possibilità di recupero in post produzione.

Se la vostra reflex supporta i picture style, vi consiglio di utilizzare quello neutro o quello fedele. Solo così potete avere un’idea della corretta esposizione, guardando l’istogramma sul display della vostra fotocamera.

In più tengo anche il livello di contrasto più basso di quello di default, in modo da capire meglio fin dove posso spingermi nell’esposizione per non bruciare i bianchi (abito della sposa).

In chiesa utilizzo la modalità di scatto manuale. Nelle altre occasioni utlilizzo la modalità manuale oppure priorità di diaframmi.

Messa a fuoco sul punto centrale (più veloce e preciso sulla 5D) con mano sempre pronta sulla ghiera per correzioni dell’ultimo istante.

L’esposizione dipende dalla location.
Presupponendo di avere attaccato il flash alla reflex, nei luoghi con meno luce tendo a non scendere sotto gil 1/60 sec con flash in TTL.
Il diaframma, con poca luce lo tengo alla massima apertura, quindi f/4.
Se riesco ad avere piu luce mi spingo oltre gli 1/60 sec, ma al massimo fino a 1/125 e con l’apertura non vado mai oltre f/8, ma solo se c’è abbastanza luce.

All’aperto invece seguo le regole normali di esposizione, usando il flash come riempimento delle ombre, sottoesponendolo anche di 1 o 2 stop. Imposto il flash per tempi veloci.

In chiesa tengo gli ISO a 1600 sempre. Questo mi permette di avere gli sfondi sempre leggibili.
All’esterno vario in base alla luce e al diaframma che utilizzo.

Quando fotografate la sposa, cercate di non bruciare i bianchi dell’abito. Vi giuro che è molto facile.

Per le inquadrature, potete divertirvi nei modi più disparati. Ricordatevi però di non sparare raffiche di scatti a caso.
Cercate di fare 2 o 3 pose per ogni inquadratura, alternando il verticale all’orizzontale.
Questo vi aiuterà successivamente quando dovrete scegliere le foto per comporre l’album.

Come detto il flash lo tengo quasi sempre in TTL, sottoesponendolo all’aperto per adoperarlo come luce di riempimento.
Al chiuso (appartamento, reception, etc…) cerco sempre di orientare la parabola verso l’alto per farlo rimbalzare sul soffitto.
In questo caso, in base al tipo di riflessione, dovete decidere al volo se sovraesporlo oppure no.

Come accessori utilizzo solo dei diffusori in stile stofen.
Mi permettono di diffondere meglio la luce senza avere contrasti troppo alti.
Ne utilizzo uno neutro, in generale, mentre quello giallo lo utilizzo quando sono in ambienti con luce calda.
In questo modo in post produzione riesco a correggere il bilanciamento del bianco in modo ottimale.
Ad esempio: in chiesa, fotografando gli sposi, questi vengono esposti alla luce bianca del flash, mentre lo sfondo viene giallo.
Mettendo un filtro giallo al flash, rendo tutta la scena con la stessa dominante che correggo poi in PP.

Come vedete gli accorgimenti da tenere sono pochi e precisi.
Le difficoltà maggiori stanno nel trovare inquadrature giuste ed espressive.

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