La mia attuale attrezzatura si compone di:
.: CANON EOS 5D :.
E’ una fotocamera del 2005, quindi piuttosto vecchiotta.
Prima di lei ho posseduto una canon eos 350D e una canon 40D. Quest’ultima è una fotocamera molto più recente della 5D, ma comunque sono stato ben felice di “regredire” tecnologicamente.
Quando nel 2008 è uscita la canon eos 5D mark II i prezzi della mark I sono scesi e molti l’hanno venduta per passare al nuovo modello.
Ho avuto la possibilità di acquistarne una usata e non me la sono fatta sfuggire.
La ragione principale di questa mia scelta è che la 5D è una macchina FULL FRAME, cioè ha un sensore a pieno formato (35 mm), grande 24×36 mm.
Per capire cosa comporta questo sensore vediamo le caratteristiche principali della 5D, con qualche mio commento:
- Sensore FF 35mm: questa è la caratteristica più importante. Nessun fattore di crop. Quello che guardo nel mirino è esattamente la focale che mi aspetto in base all’obiettivo montanto. Esistevano già fotocamere FF a quel tempo, ma erano costosissime e dal corpo macchina molto pesante e voluminoso. Canon, con la 5D, ha stabilito un nuovo record: la prima Full Frame in un corpo compatto e leggero.
- Risoluzione di 12,8 MP: la risoluzione non è elevata, ma permette comunque stampe da 24×36 cm senza interpolazione. Ho stampato anche a 30×45 interpolando un po’, ottendendo comunque stampe eccellenti. La cosa più importante, però, è che questi pixels non sono ammassati sul sensore uno vicinissimo all’altro, ma sono disposti in modo tale da permettere al sensore di lavorare molto bene alle alte sensibilità, ottenendo foto molto pulite anche a ISO elevati.
- 9 punti di messa a fuoco: non sono il suo punto forte, soprattutto i periferici. Per chi fa foto di sport, caccia fotonaturalistica, o a chi serve comunque una fotocamera performante per l’autofocus, questa non è la macchina adatta. Solo il punto centrale è abbastanza sensibile per lavorare bene. Gli altri punti sono poco sensibili e in certe occasioni fanno fatica ad agganciare il soggetto. Anche per questo motivo la 5D viene usata soprattutto nella ritrattistica e nelle foto di paesaggio. Personalmente uso sempre il punto centrale, tranne nei casi in cui ricomponendo potrei commettere qualche errore dovuto alla parallasse.
- Raffica di 3 fps: sono pochissimi, ma non è stata concepita per questo, e non l’ho acquistata per questo.
- Corpo macchina e display: il corpo è in lega di magnesio, quindi molto resistente e leggero. Non è tropicalizzato, quindi non vi consiglio di usare la 5D sotto la pioggia battente, ma è comunque resistente a condizioni più umane. Il display è da 2,5 pollici ed è più che sufficiente per capire se le foto è a fuoco ed esposta correttamente.
Naturalmente non è una macchina esente da difetti, ma secondo me sono secondari rispetto a tutti gli altri:
- polvere: il sensore attira una quantità di polvere elevata e non possiede un’unità di pulizia automatica come le macchine più recenti. Bisogna quindi stare molto attenti durante il cambio di obiettivo e ricordarsi di pulirla bene con una pompetta ogni volta che la si usa.
- flash: manca il flash. Avrebbero potuto metterne uno, anche se con un numero guida molto piccolo. Per i lavori più importanti uso sempre il mio canon 430 EX, ma una piccola luce è sempre comoda, senza dover portarsi dietro un flash che comunque pesa molto.
Non metto foto di esempio, perchè sul web ne trovate a centinaia.
Non faccio confronti con altre fotocamere o confronti a ISO elevati, perchè non mi interessano.
Se volete recensioni del genere ne trovate moltissime sul web.
Io posso solo darvi delle impressioni d’uso pratico.
.: CANON EF 24-105mm f/4L IS USM :.
Il 24-105 è stato il mio secondo obiettivo serie L, cioè della linea lusso (o professionale) della canon.
Posseggo questo zoom da qualche anno e penso di conoscerlo abbastanza bene, ormai.
Lo uso spessissimo perchè ha un range di focali utile in moltissime occasioni. Nei matrimoni è attaccato alla macchina nel 99% del tempo e non mi ha mai tradito nella messa a fuoco.
E’ ottimo nel reportage, ma un po’ meno nella ritrattistica. Buono per i paesaggi, anche se per questi preferisco il 17-40.
A dispetto dei suoi limiti rimane uno degli obiettivi più venduti della canon, dal rapporto qualità/prezzo imbattibile.
Vediamo di capire quali sono le caratteristiche principali di questo obiettivo:
- Qualità costruttiva: è il meglio che canon può offrire, a partire dalle lenti e per continuare con barilotto, ghiere e pulsanti. E’ resistente a umidità e polvere, anche se, avendo uno zoom che si estende esternamente al barilotto, nella mia canon 5D di polvere ne entra comunque parecchia.
- Apertura f/4 per l’intera gamma di focali: molto comodo per mantenere sotto controllo il diaframma. Gli zoom non professionali hanno diaframmi che variano al variare della focale, mettendo in difficoltà il fotografo variando il tempo di scatto continuamente. Non è un’apertura che permette di ottenere sfocati eccellenti. Per ottenere uno sfocato migliore dovete acquistare uno zoom f/2.8 (come il 24-70) oppure un obiettivo a focale fissa. Per quello che offre il 24-105 resta comunque imbattibile per rapporto qualità/prezzo.
- Messa a fuoco: anche se la canon 5d non è molto performante, il 24-105 resta comunque il top, possedendo un motore ultrasonico ad anello di ultima generazione.
- Stabilizzatore: permette di scattare con tempi anche fino a 3 stop inferiori. Comodissimo per poter scattare a mano libera in moltissime occasioni. Ricordate che la stabilizzazione è utile per fermare il tremolio indotto dalle vostre mani, non dei soggetti che state fotografando.
- Vignettatura: piuttosto evidente a f/4, tende a diminuire chiudendo il diaframma.
- Distorsione: piuttosto evidente a 24 mm, tende a diminuire all’aumentare della focale e si riaffaccia meno prepotentemente a 105.
- Aberrazioni cromatiche e flare: sono un altro punto debole, ma ci si convive e le prime sono facilmente eliminabili con PhotoShop. Il flare invece no, ed è per questo che bisogna stare motlo attenti all’angolazione dei raggi del sole quando si fotografa controluce.
.: CANON EF 70-200 f/4L IS USM :.
Il 70-200 è uno zoom che non dovrebbe mai mancare nella borsa di ogni fotografo.
Ha uno zoom di focali che ne permette l’utilizzo per una moltitudine di generi, dal paesaggio al ritratto.
Ne esistono di tutte le marche e prezzi. Personalmente, dopo avere usato la versione non stabilizzata per anni, mi sono orientato verso la versione IS, di cui parlano tutti molto bene. Le voci si sono rivelate una verità assoluta. E’ un obiettivo versatile, leggero e compatto, super nitido anche alla massima apertura.
Incorpora tutte le caratteristiche degli zoom serie L di canon e pur non usandolo spessissimo, non ho mai trovato difetti.
Esiste anche la versione f/2.8 (stabilizzata e non) che è molto performante grazie alla grande apertura f/2.8. E’ però molto più costoso e pesante della versione f/4, e per uno come me che viaggia molto e vuole rimanere leggero la versione f/4 è stata la scelta migliore.
L’obiettivo possiede una stabilizzatore di ultimissima generazione e promette di recuperare anche fino a 4 stop. Questo vuol dire che una foto che normalmente scattate a 1/250 potete scattarla (nitida) anche a 1/15, se non sbaglio i calcoli degli stop.
Lo stabilizzatore mi risulta molto comodo, soprattutto quando scatto a 200mm, e posso dire che ne vale assolutamente la pena.
.: CANON EF 17-40 f/4L USM :.
Il 17-40 è stato l’ultimo obiettivo che ho acquistato.
L’ho preso appositamente per potarlo con me negli USA e per immortalare gli stupendi panorami del sud- ovest americano.
Prima di comprarlo ho vagliato una serie di obiettivi simili, tra cui il Sigma 12-24 e il canon 16-35 f/2.8.
Visto che il Sigma avrei dovuto probabilmente portarlo subito in assistenza, e che il 16-35 costa il doppio la mia scelta è caduta sul 17-40, un obiettivo di qualità altissima ad un prezzo abbordabile, soprattutto nell’usato.
Ha una qualità costruttiva ottima, come tutti i serie L, dopotutto. Se aggiungiamo che è anche piccolo e leggero, risulta essere un’ottima perfetta per i miei viaggi.
Colori e nitidezza sono ai massimi livelli. Soffre un po’ nel controluce, ma molto meno del 24-105.
Le aberrazioni cromatiche sono ridotte al minimo, e eliminabili in post produzione in modo veloce.
Le distorsioni ci sono ma sono minime.
Il 16-35 sarebbe ancora meglio se mi fosse servito un diaframma f/2.8.
Questo obiettivo l’ho acquistato per fotografare paesaggi, quindi per utilizzarlo ad aperture da f/8 a f/22.
Rimane comunque molto nitido anche a f/4, soffrendo in questo caso di un po’ di vignettatura.
Un altro lato positivo è che lo zoom non si estende fuori dal barilotto. Quindi, montandoci sopra un filtro protettivo (di marca, mi raccomando), risulta molto protetto da polvere e umidità.
Non avevo mai usato prima obiettivi ultra-grandangolari e non è facile gestire i 17mm, soprattutto per le distorsioni prospettiche che vengono generate quando si inclina l’obiettivo.
Avendo un angolo di campo così grande bisogna curare moltissimo la composizione, per non far entrare nell’inquadratura oggetti indesiderati.
In alcuni casi in cui fotografavo col treppiede, nella foto finale mi sono ritrovato con una gamba del treppiede nell’inquadratura.
E’ in ogni caso un obiettivo divertente col quale sbizzarrirsi con la propria creatività.
.: CANON EF 50 f/1.4 USM :.
Il 50mm è un obiettivo che in fotografia si chiama “normale”, perchè ha una lunghezza focale che corrisponde circa alla diagonale del sensore FF (24×36).
Rispecchia molto la visione dell’occhio umano, quindi non distorce troppo nel caso di obiettivo inclinato (verso l’alto, ad esempio).
Di obiettivi 50mm ce ne sono moltissimi, e sono quelli più prodotti e venduti al mondo, anche perchè permettono aperture molto grandi (anche di f/1).
Canon ne ha in produzione tre. Il canon 50 f/1 quando lo si trova lo si trova solo usato ed è costosissimo.
Così costoso è anche il serie L f/1.2, che ha una qualità di immagine e uno sfocato incredibili.
Il canon 50 f/1.8 è un obiettivo molto buono, ma ha una qualità costruttiva molto bassa e un motore di messa a fuoco molto lento. Costa però molto poco e risulta quindi molto abbordabile da chi vuole sperimentare con queste aperture.
Il canon 50 f/1.4 è una via di mezzo tra i due. Buona costruzione e buon motore autofocus. Costa sui 300 euro, ma il rapporto qualità prezzo è molto buono.
Per chi è abituato a usare gli zoom, iniziare a fotografare con un’ottica fissa comporta un’elasticità mentale molto diversa.
Dovrete muovervi di più, avvicinarvi al soggetto, pensare l’inquadratura in modo differente.
L’apertura f/1.4, però, vi permette di fare foto in ambienti molto bui e di essere molto creativi con la profondità di campo.
Utilizzo il 50mm quando voglio essere molto leggero (pesa solo 290g) e voglio portarmi dietro una lente utilizzabile in qualunque occasione (anche di notte).
La qualità d’immagine è molto buona come colori e sfocato. La nitidezza a tutta apertura non è il massimo, ma già a f/2 inizia a lavorare bene. Aberrazioni cromatiche ce ne sono parecchie e bisogna conviverci e saperle domare.
E’ un obiettivo divertente, ma bisogna stare attentissimi con la messa a fuoco nei ritratti a aperture sotto f/2.8. La profondità di campo risulta essere di pochi centrimenti e sbagliare è facilissimo.
.: CANON SPEEDLITE 430 EX :.
Il flash, sebbene non è un componente fondamentale in fotografia, è uno strumento utilissimo in moltissime occasioni.
Motivi di costo e il fatto di non essere un professionista mi hanno fatto acquistare il canon speedlite 430 EX.
Il suo costo si aggira sui 250 euro e ad oggi ne esiste una versione aggiornata.
Per un amatore come me è un ottimo flash, anche piuttosto leggero in confronto al fratello maggiore 580.
L’avevo preso in previsione di un matrimonio di amici per cui avrei dovuto fare il fotografo ufficiale.
Allora possedevo la canon 40D che comunque aveva il suo flash incorporato.
Da allora di matrimoni ne ho fatti 2 e ho fatto anche 3 battesimi.
La canon 5D, che possiedo oggi, non ha il flash incorporato e un flash esterno abbastanza potente fa sempre comodo.
Ha un numero guida di 43 che per me va benissimo.
Lo uso quasi sempre con un diffusore tipo stofen, acquistato su ebay per pochi euro.
Lo uso prevalentemente in automatismo TTL e per ora non mi ha mai dato problemi.
Possiede una parabola inclinabile e ruotabile su se stessa, per proiettare la luce con angoli differenti e sfruttare una luce più diffusa e meno dura, ad esempio facendola rimbalzare sul soffitto.
.: Treppiede Manfrotto M-Y 732CY e Testa Gitzo GH1780QR:.
Il treppiede è un accessorio fondamentale per chi fa foto di paesaggi.
Permette di usare sensibilità ISO molto basse e utilizzare tempi di posa molto lunghi.
Un buon treppiede deve essere robusto per sostenere la vostra fotocamera e l’obiettivo.
Deve anche essere abbastanza leggero per poter essere portato in giro facilmente.
Dovrete anche comprare una testa a cui agganciare la fotocamera e deve avere le stesse caratteristiche del treppiede. Non attaccherete mai la vostra reflex ad una testa che porta 200 g, anche se il treppiede porta 8 kg.
Ho cambiato il mio treppiede dopo averne vinto uno ad un contest.
Per fortuna ne ho vinto uno che è adeguato alle mie esigenze, è il Manfrotto M-Y 732CY.
E’ un treppiedi in carbonio molto leggero (950 grammi senza testa).
Non è stabile come il Gitzo che possedevo prima (in realtà era in prestito da mio padre), ma ne sono soddisfatto, dopo averlo provato sul campo.
E’ anche molto comodo da trasportare vista la sua lunghezza da chiuso di soli 42,50cm senza testa.
La testa che uso è una Gitzo GH1780QR, con attacco rapido incorporato.
E’ una testa a sfera leggerissima (350 g), ma che supporta fino a 10 kg.
.: FILTRI :.
I filtri in fotografia sono stati sempre usati, fin dagli albori.
C’è chi pensa che nel digitale non servano più perchè con PhotoShop si possono applicare tutti i filtri che si vogliono.
Questo è vero in parte. Infatti ci sono alcuni effetti (filtri) che PhotoShop non potrà mai simulare. Uno di questi è il polarizzatore circolare.
Per maggiori informazioni vi rimando a wikipedia.
Io posseggo un filtro polarizzatore della Hoya e devo dire di esserne soddisfatto. Certo ne esistono di migliori e anche di più costosi, ma la qualità del mio mi basta per quello che devo fare.
Oltre a questo utilizzo dei filtri ND e GND.
I filtri ND servono per allungare i tempi di posa, i GND per scurire una parte della foto e di solito vengono usati dai paesaggisti per diminuire la luminosità del cielo e riportarla in un range di gamma che il sensore possa catturare. In USA li ho usati spesso.
I miei li ho presi in parte da Cokin e altri da Hitech.
Non sono costosissimi e infatti la qualità è buona ma non ottima.
Sono filtri a lastra, quindi non avvitabili all’obiettivo direttamente. Per montarli è necessario un adattatore e un portafiltri da montare davanti alla lente frontale.
Bisogna stare attentissimi a esporre la foto correttamente. In caso contrario potrebbero manifestarsi delle dominanti colore indesiderate.
.: SCHEDE DI MEMORIA :.
Le schede di memoria sono importantissime.
Devono essere veloci, capienti e affidabili.
Solo per questi tre motivi vi consiglio di acquistare solo marche di società famose, come ad esempio SanDisk o Trascend, ma ce ne sono altre.
Visto che i megapixels della fotocamera li avete pagati tutti dovete utilizzarli tutti.
Non comprate una fotocamera da 10 megapixels e poi utilizzate una compressione jpg altissima per salvare più foto possibili.
Spendete qualche euro in più per la scheda di memoria e vivete felici utilizzando ciascun megapixels della fotocamera alla massima qualità.
Posseggo solo schede della Sandisk da varie capacità, dai 2 ai 16 giga di memoria.
Non mi hanno mai tradito e sono affidabilissime.
Viaggiando spesso si ha la paura che, passando le schede sotto i raggi degli aeroporti, le schede si possano danneggiare.
Questo non è per niente vero, ma se non vi fidate, questo può essere un altro motivo per cui comprare schede di marca.
ciao