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	<title>daniele zani's blog &#187; ISO</title>
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	<description>... non solo fotografia ...</description>
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		<title>scuola di fotografia &#8211; 4.0 Tempo, diaframma e sensibilita: le relazioni pericolose</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 15:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele zani</dc:creator>
				<category><![CDATA[scuola di fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[diaframma]]></category>
		<category><![CDATA[ISO]]></category>
		<category><![CDATA[sensibilità]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Questa relazione è una delle più difficili da capire, sembra. Ogni volta che cerco di spiegarlo in modo semplice a qualche curioso mi guarda sempre come se fossi un alieno. Vediamo quindi di riprendere il discorso da dove lo avevamo lasciato.</p> <p>Se avete letto gli articoli precedenti vi ricorderete di quando ho parlato della sensibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa relazione è una delle più difficili da capire, sembra.<br />
Ogni volta che cerco di spiegarlo in modo semplice a qualche curioso mi guarda sempre come se fossi un alieno.<br />
Vediamo quindi di riprendere il discorso da dove lo avevamo lasciato.</p>
<p>Se avete letto gli articoli precedenti vi ricorderete di quando ho parlato della sensibilità ISO.<br />
Altrimenti ve lo riassumo qui: ISO 200 vuol dire il doppio della sensibilità di ISO 100 e la metà del tempo per una esposizione corretta a parità di altri parametri.<br />
Ma quali caspiterina sono questi altri parametri e che relazione c&#8217;è tra di loro ?</p>
<p>Vi dico subito che tutto alla fine si riduce a questioni fisiche/matematiche che non tutti comprendono, certe volte nemmeno io.<br />
Perciò, visto che non siamo nati tutti imparati o ingegneri nucleari vediamo di uscirne fuori a testa alta in modo semplice.<br />
Chiamiamo A, B e C i nostri eroi che concorrono a impressionare il sensore.</p>
<p>Tra di loro ci sono alcune relazioni fisiche/matematiche che fanno in modo che se A, B o C si mette in una posizione, gli altri 2 si devono muovere in un determinato modo per ottenere sempre lo stesso risultato.<br />
A è il valore del diaframma, B il tempo di esposizione e C la sensibilità ISO.</p>
<p>Se ad esempio stiamo fotografando il nostro cucciolo nel nostro bel giardino, la nostra bella fotocamera nuova è impostata così:<br />
- A = 4 (diaframma)<br />
- B = 1/250 sec (tempo)<br />
- C = 100 ISO (sensibilita)</p>
<p>Ad un certo punto un&#8217;improvvisa eclissi solare fa scendere il buio sulla terra e la luce se ne va.<br />
Se scattassimo la foto con le stesse impostazioni di prima la foto verrà scura, perchè la luce è diminuita drasticamente e la fotocamera non riesce a catturare la stessa luce.<br />
Che cosa dobbiamo fare allora ?</p>
<p>Le alternative sono molte, ma la prima e più logica, che dovreste già sapere, è modificare la sensibilità.<br />
Quindi mettiamo C = 200 ISO.<br />
In questo modo il sensore cattura il doppio della luce che catturava prima e riusciamo a fare la foto.<br />
Logicamente se impostiamo C = 400 ISO la luce catturata è doppia rispetto a 200 ISO e quadrupla rispetto a 100 ISO. E così via&#8230;</p>
<p>Ma alzare gli ISO corrisponde ad una peggiore qualità dell&#8217;immagine e voi non volete una foto brutta.<br />
L&#8217;utente medio in questo caso modifica a caso gli altri 2 parametri ottenendo gli effetti più strani.<br />
Voi, invece, che siete metodici, iniziate a guardare al fattore B, il tempo.</p>
<p>Il sensore e la pellicola sono sensibili alla luce, e più ne hanno, più catturano luminosità.<br />
Possiamo tradurre &#8220;più ne hanno&#8221; con &#8220;più tempo rimangono esposti&#8221;.<br />
Quindi se raddoppiamo il tempo di posa (B=1/125 sec) al sensore giunge il doppio della luce.<br />
E se lo dimezziamo (B=1/500 sec) al sensore giunge la metà della luce.<br />
Vista l&#8217;eclissi in corso la soluzione migliore è quindi quella di raddoppiare il tempo di posa e impostare B=1/125 sec.</p>
<p>Se B e C li modifichiamo contemporaneamente gli effetti si sommano.<br />
Se passiamo B da 1/250 a 1/125 sec e C da 100 a 200 ISO la quantità di luce che arriva al sensore è quattro volte quella che arrivava prima.<br />
E se impostiamo B = 1/125 sec e C = 200 ISO la quantità di luce è la stessa, perchè prima la raddoppiamo e poi la dimezziamo di nuovo.</p>
<p>Il ragionamento fin qui è abbastanza lineare e basta conoscere la matematica elementare per districarsi nei calcoli.</p>
<p>La parte più complessa da capire riguarda il nostro diaframma A, che attualmente è impostato a 4 (si dice f/4).<br />
Sappiate innanzitutto che quel 4 ha un significato preciso e non è messo li a caso, poverino.<br />
Questo parametro funziona esattamente come gli altri due e se lo dimezziamo facciamo giungere al sensore il doppio della luce, la metà se lo raddoppiamo.<br />
Se raddoppiamo A non passiamo però da 4 a 2 perchè questo valore segue delle regole geometriche ben precise.<br />
Il suo valore, infatti, è strettamente legato al cerchio e il suo raggio.<br />
Dimezzare la luce che passa attraverso il cerchio del diaframma, infatti, vuol dire moltiplicare il valore x 1,4.<br />
Quindi dimezzare A significa passare da 4 a 5,6.</p>
<p>Dimezzare vuol dire avere un cerchio più piccolo, meno luce e valore f (del diaframma) più grande.<br />
Raddoppiare vuol dire cerchio più grande, più luce e valore f più piccolo.</p>
<p>Questo valore viene sempre indicato negli obiettivi, anche su quello delle compatte, e sta ad indicare la massima luminosità che l&#8217;obiettivo puo raggiungere per quella focale.<br />
f/2.8 è più luminoso di f/5,6 e meno luminoso di f/2.</p>
<p>Attualmente in commercio si trovano obiettivi che hanno un diaframma (o luminosità) anche di f/1.<br />
Facciamo 2 calcoli per vedere quali valori può assumere questo parametro f, moltiplicando ogni volta per 1,4:</p>
<p>1 &#8211; 1.4 &#8211; 2 &#8211; 2.8 &#8211; 4 &#8211; 5.6 &#8211; 8 &#8211; 11 &#8211; 16 &#8211; etc &#8230;</p>
<p>Naturalmente un obiettivo più luminoso è più complesso da produrre e quindi più costoso.<br />
Quindi se un obiettivo f/4 costa 600 euro, un obiettivo f/2.8, oltre a far passare il doppio della luce, costa anche il doppio.</p>
<p>In questo modo le case produttrici hanno applicato le regole studiate fino ad ora anche all&#8217;economia.</p>
<p>E questo in barba a quanti dicono che la matematica è un&#8217;opinione!</p>
<p><a href="http://www.danielezani.com/2009/09/scuola-di-fotografia-5-0-la-lunghezza-focale/" target="_self">Vai al prossimo articolo -> La lunghezza focale</a></p>
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